Per un'archiviazione dati di massima sicurezza! L'archiviazione dei dati è sempre stato un problema delicato e complesso. Soprattutto per l'archivio cartaceo si è costretti ad adibire dei locali per il deposito dei classatori. Ciò comporta un notevole costo ed un alto rischio d'insicurezza, spiega Christopher R. Walti, titolare della Com S.A., ditta di Pregassona specializzata nell' archiviazione su microfilm di archivi di istituti bancari, amministrazioni pubbliche, industrie, ospedali, compagnie assicurative, fiduciarie e piccole e medie imprese. Il problema della gestione in sicurezza degli archivi sembrava risolto con l'avvento dell'informatica. Ma questa ha tradito in larga misura proprio ciò che appariva come la più logica conseguenza dell'immagazzinamento dei dati su supporto magnetico: "l'archiviazione". La possibilità di penetrare in archivi elettronici gestiti da computer è risultata molto alta, senza contare che in determinate situazioni interi e preziosi archivi sono stati attaccati da virus o da hacker e distrutti. Il risultato è che molti magazzini di dati d'importanti enti e aziende oggi vengono riprodotti su microfilm, una tecnologia abbastanza matura che, tuttavia, si è rilevata più affidabile di tante altre.
Quando l'archiviazione dei dati e dei documenti costituisca una vera e propria emergenza lo s'intuisce dall'esempio portato da Walti: "In due anni di lavoro abbiamo filmato 7,8 milioni di documenti dell'archivio di una banca. Ebbene, tutto questo materiale cartaceo era depositato su una superficie di circa 700 metri quadrati, pesava 52 tonnellate ed il costo della sua distruzione à stato di 50 mila franchi. Oggi questo archivio è custodito in 1800 microfilm in un armadio".
Nato a Zurigo nel 1952, Christopher R. Walti ha lavorato molto all'estero in società di consulenza e industrie di vari settori. Nel 1988 fonda la Com, filiazione della Com Computer Ag, azienda di familia, e decide di trasferire nel cantone svizzero italiano il know-how dell'azienda paterna. Dall'iniziale specializzazione-l'archiviazione fotografica su microfilm e microfische di documenti stampati e il riversamento diretto di informazioni iscritte in forma elettronica in computer-la Com ha esteso le sue competenze su altri supporti, come i dischi ottici. Eppure, dopo tanto peregrinare da una tecnologia di registrazione all'altra, la migliore delle soluzioni per l'archiviazione dei documenti è ancora, a giudizio di Walti, quella del microfilm, tornato prepotentemente alla ribalta negli Stati Uniti dove importante company preferiscono riversare i propri archivi su pellicola. "Il microfilm è una tecnologia ben conosciuta. Resistente agli agenti atmosferici, ha una durata stimata, in perfette condizioni di conservazione, in più di 130 anni".
L'accusa che sia un supporto "statico", cioè non manipolabile, è secondo l'esperto del tutto residuale: lo scopo dell'archivio è proprio la sua staticità in condizioni di massima sicurezza. Inoltre, il fatto che il microfilm non subisca una particolare e veloce evoluzione tecnologica costituisce, anche se può apparire un paradosso, una sicurezza in più: l'elettronica, l'informatica, sviluppano in fretta soluzioni sempre nuove che costituiscono un costo al quale la maggioranza delle aziende non sono interessate quando l'oggetto è, appunto, un archivio.
Dopo l'11 settembre e l'attacco alle Twin Towers, molte ditte si sono poste il problema di come custodire i dati. Nel tragico attentato alcune importanti società non solo hanno perso vite umane, ma anche qualsiasi possibilità di rinascita, proprio perché sono andate distrutte le memorie della propria attività. Negli Usa attorno a questo aspetto della tragedia si è aperto un vasto dibattito: come preservare milioni di dati da eventi catastrofici?
"Negli ultimi due decenni", riprende Walti, i sistemi di registrazione hanno presentato innovazioni continue. Per noi è stato un continuo investire per poter soddisfare le innumerevoli proposte alle quali aderivano i clienti, che di volta in volta si presentavano con dischi, nastri e altri supporti sempre differenti.
Nella sede di Pregassona, la Com utilizza sofisticate macchine di produzione dei microfilm. La microfilmatura può essere realizzata in modo ibrido: sia analogico, sia digitale, ideale per tutte le applicazioni che richiedono una ricerca veloce e razionale. La ditta si occupa di gestire tutto il processo di rearchiviazione: dal trasporto dei documenti con personale armato, al servizio di masterizzazione con Cd-rom, alla microfilmature convenzionale. Altri servizi sono la conversione su Cd-R (microfilm da 16mm) per l'archiviazione lungo termine, il servizio di Com (Computer output on microfilm) e Cold (Computer output on laser disc).
Secondo la legge svizzera, un documento aziendale deve essere conservato 10 anni. Che si tratti di una fattura da esibire al fisco, di un manuale tecnico o di un altro qualsiasi documento di contabilità, occorre che siano preservate tutte le informazioni grafiche, ivi comprese le firme e i timbri.
Tramontata l'idea di conservare tutto questo materiale su carta, ecco venire in aiuto il microfilm. Su una scheda (Com-fiche), non più grande di una cartolina di saluti da una località turistica, possono trovare posto fino a 420 pagine, fotografate con uno speciale obiettivo in grado di acquisire diverse migliaia di pagine al giorno. Protetti da rigorose misure di sicurezza, i collaboratori della Com archiviano migliaia di pagine al giorno: "In molti casi le nostre apparecchiature devono essere installate nella sede dell'archivio da manipolare. È ovvio che grandi quantità di documenti sensibili non possono essere trasportate presso la nostra sede", precisa il titolare della ditta luganese. Christopher R. Walti è convinto che i servizi offerti possono esaudire al meglio le esigenze in tutti i campi di attività. "Siamo l'unica ditta presente sul territorio ticinese che può offrire una così vasta scelta nell'ambito dell'archiviazione di dati sia in maniera analogica che digitale".
Né sembra costituire un problema la lettura dei microfilm, che necessitano ovviamente di un apposito lettore: oggi questa metodologia è molto più integrata con i sistemi informativi, tanto da poter parlare di ciclo chiuso tra il riversamento su pellicola da computer e riletture su computer della pellicola. Per ottimizzare il proprio servizio, legato in modo particolare ai concetti di sicurezza, riservatezza e protezione (attività legata al segreto bancario e alla legge federale sulle banche, oltre che al codice delle obbligazioni), Com SA offre anche il trasporto di sicurezza dei dati con auto dotata di sorveglianza con tecnologia Gsm, Sms e scorta armata. Un lavoro nel quale Christopher R. Walti è particolarmente specializzato, visto che tra le sue attività c'è anche quella di esperto globale di sistemi di sicurezza: recentemente, infatti, ha realizzato un progetto di sorveglianza totale per un magnate svizzero-americano e la sua famiglia, partendo dall'abitazione fino ad ogni più piccolo particolare della sicurezza personale.
Negli ultimi anni la ditta ticinese si è data nuovi obiettivi. Nel 2000 è stato costituito un nuovo servizio di sicurezza e servizio a Zurigo, al Com-Security SA, per fare fronte alle crescenti richieste della clientela svizzero-tedesca. Nel 2003, poi, è prevista l'apertura di nuovi piccoli centri di sicurezza e servizi nel Cantone Grigioni (a Coira e a Samedan).



I supporti magnetici? Si cancellano troppo facilmente. Gli archivi on line possono essere manipolabili, quelli cartacei occupano troppo spazio. Intorno alla "vechia" tecnologia del microfilm, che unisce stabilità e miniaturizzazione, un'azienda ha creato una cultura della archiviazi- one sicura.




 




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